piccolo laboratorio di condivisione "mericiana" per persone che non hanno la presunzione di essere già arrivate...

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martedì 14 agosto 2012

Cuore della vita

Dio, tu operi nel mondo,
inavvertito, irresistibile,
come il seme nascosto che ogni volta rispunta.
Fa' che noi ti vediamo dovunque operante,
nelle parole che liberano,
nei gesti che attuano.
Rendi acuto il nostro sguardo
dinanzi alle tue meraviglie senza nome,
e noi avremo una costanza
più forte della sconfitta,
e avremo l'audacia di sperare
nelle immense tue promesse:
l'uomo nuovo
e tutte le cose nuove
nel Cristo, nostro Signore.

F. CROMPHOUT

La verginità è sorella di tutti gli angeli, regina delle virtù e signora di tutti i beni
Angela Merici, Regola, Cap. VIII Della verginità

giovedì 2 agosto 2012

L'Uomo che cammina

L'uomo che cammina
è quel folle
che pensa che si possa assaporare
una vita così abbondante
da inghiottire perfino la morte.

Coloro che ne seguono le orme  e credono che si possa restare eternamente vivi  nella trasparenza di una parola d'amore, senza mai smarrire il respiro, costoro, nella misura in cui sentono quel che dicono, sono forzatamente considerati matti. Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola è folle e tuttavia cosa valgono altre parole pronunciate nella notte dei secoli? Cos'è parlare? Cose'è amare? Come credere e come non credere?
Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana.
(Christian Bobin, L'uomo che cammina, ed. Qiqajon, 2007)


Qui bisogna essere accorte e prudenti, poichè quanto più un'impresa ha valore, tanto più fatica e pericolo comporta
Angela Merici, Regola, Prologo


sabato 21 luglio 2012

Imparate da me (Mt 11,28)

Come ci raffiguriamo Cristo Gesù? Cioè: qual è l'aspetto caratteristico di Lui, che risulta dal Vangelo? Come, a prima vista, si presenta Gesù? Una volta ancora le sue stesse parole ci aiutano: "Io sono mite ed umile di cuore". Questo aspetto dolce, buono e soprattutto umile si impone come essenziale 
(Paolo VI, Ins IX, 54, 27 gennaio 1971)



Il Divin Maestro da sapientissimo conoscitore del cuore umano sapeva, che due cose specialmente si oppongono in noi al sottometterci al giogo ed a portare il peso de' suoi santi precetti: cioè la superbia e l'impazienza, e perciò aggiunse ai conforti anche l'argomento efficacissimo del suo esempio dicendo: "Imparate da me, che sono mansueto ed umile di cuore, e troverete riposo alle anime vostre".
Ben a ragione Gesù Cristo disse: "Imparate da me"; perchè nessuno prima di Lui aveva mai intesa, nè insegnata, nè praticata così sublime filosofia: Egli solo l'aveva portata dal Cielo! Quindi non disse imparate dagli Angeli, o dalle antiche tradizioni dei Patriarchi; ma da me, perchè bisogna trattare immediatamente col Cuor di Gesù per apprendere vero spirito di umiltà e mansuetudine.
Lo studio prediletto di un cristiano dovrebbe essere il considerare sovente con quale umiltà  e dolcezza il Divin Maestro si è portato in tutti gl'incontri della sua vita.... Quale benigna pazienza a fronte dell'ignoranza ed imperfezione dei discepoli! Che inalterabile mansuetudine in mezzo alle contraddizioni e malignità dei Farisei! Quale silenzio fra le ingiurie, qual tolleranza fra i tormenti, che calma invincibile nelle più dure persecuzioni!
I santi Padri osservano che Gesù Cristo sapientemente compendia in queste due sole virtù quell'esercizio d'imitazione, che deve formare i suoi veri discepoli; perchè chi avrà il cuore veramente umile e mansueto facilmente arriverà al conseguimento di ogni altra virtù.
Il frutto poi, che deriva dalla mitezza ed umiltà evangelica, è il maggior bene che possa ritovarsi in questa vita, cioè la pace del cuore, e quel beato riposo dell'anima, che è sì giocondo! Tutti a questo mondo cercano la propria quiete: ma ben pochi arrivano atrovarla. Alcuni cercano procurando di sfuggire tutto ciò che può disturbarli; altri la cercano col risentirsi e col far valere le proprie ragioni. Ma Gesù Cristo per contrario ci insegna, che il riposo dell'anima non istà nell'evitare i disturbi, la qual cosa è impossibile in questa vita infelice; bensì sapere con alto predominio di virtù conservare l'animo in pace anche in mezzo alle presenti tempeste,
Felici mille volte quelle anime, che ferme e salde nell'umiltà e nella mansuetudine come scogli in mezzo al mare non si alterano mai.
Più felici ancora coloro, che per lungo esercizio di queste virtù si sono elevati a sì alto grado di quiete e di riposo in Dio, che quasi montagne altissime godono serenità perpetua nella parte superiore dell'anima, e non provano più tempeste, perchè le hanno sotto di sè! Quando sia giunta a tale felicissimo stato l'anima può benedire tutti i sacrifici sostenuti per acquistare l'umiltà e mansuetudine.
(Elisabetta Girelli, VdGC, 236-237)

(tratto da: GESU' CRISTO SALVATORE E MAESTRO, MEDITAZIONI, con riflessioni introduttive di Paolo VIa cura di Mario Trebeschi, 1998, 106-108)

Così anche voi vi dovete sforzare di fare e di usare ogni possibile piacevolezza.
Angela Merici, Testamento, Legato terzo
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