piccolo laboratorio di condivisione "mericiana" per persone che non hanno la presunzione di essere già arrivate...

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sabato 19 gennaio 2013

Preparazione al pellegrinaggio "mericiano" (1)

Il pellegrinaggio a piedi Desenzano-Brescia  che per il terzo anno consecutivo caratterizza la Festa di S. Angela, si svolgerà in due semitappe nelle giornate del 26 e 27 gennaio 2013
Un piccolo sussidio (I pellegrinaggi di Angela e i nostri ovvero il senso profondo del camminare pellegrinando)  è stato preparato per chi si accinge a vestire i panni del pellegrino, sulle orme di sant'Angela Merici: lo ripropongo suddiviso in tre momenti.
Ecco la prima parte:




Pellegrinaggi: 
Il senso per chi ci ha preceduti. L’esperienza di sant’Angela Merici

Le tappe più importanti dell’evoluzione spirituale di Angela Merici (Desenzano d.G. attorno al 1476-Brescia 27 gennaio 1540) sono strettamente connesse ai trasferimenti e ai pellegrinaggi. È ancora piccola quando, rimasta orfana, si trasferisce a Salò ove si fa terziaria francescana. Scelta profonda e totalizzante che la porterà a modellare la sua vita spirituale su quella del Poverello d’Assisi, non solo per i digiuni, le preghiere, l’umiltà di vita e la diffusione della Parola, ma soprattutto per l’affidamento totale della sua esistenza alla sola Provvidenza, e sempre in “perfetta letizia”.
Nel 1516 Angela si allontana dalla Riviera salodiana e si trasferisce a Brescia come dama di compagnia in casa di Caterina Patengola. È il periodo mistico della preghiera e della carità, ma anche delle importanti frequentazioni intellettuali, nel quale affina la sua pietà, acuisce il suo senso di carità verso i poveri.
Pellegrinaggio 2011 Brescia-Mantova
alla tomba di Osanna Andreasi
sulle tracce di Angela Merici
In questo particolare momento di definizione di una nuova identità religiosa e spirituale ella si dedica ai pellegrinaggi riprendendo questa modalità devozionale che aveva contraddistinto la spiritualità di altre sante medievali, a partire da S. Orsola, inserendola in un contesto più ampio di partecipazione femminile alla missione di rinnovamento della Chiesa.

Il suo primo pellegrinaggio (1522) è verso il sepolcro della beata Osanna Andreasi, morta stigmatizzata nel 1505 a Mantova. 


__________________
continua....

giovedì 17 gennaio 2013

Novena 2013: Abbiate speranza e ferma fede in Dio

E' il titolo della novena di preghiere in preparazione alla festa di S. Angela 2013, preparata da una suora orsoline FMI di Verona e che è pubblicata sul sito del Centro Internazionale di Studi mericiani, a cui rimando.
In queste giornate in cui si fa più intensa la percezione della vicinanza alla Madre S. Angela, ne faremo oggetto di preghiera e riflessione.




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Quanto più sarete unite, tanto più Gesù Cristo sarà in mezzo a voi a guisa di padre e di buon pastore.
Angela Merici, Testamento, Legato decimo

martedì 8 gennaio 2013

Il cammino della pace


A dire il vero non siamo molto abituati a legare il termine PACE a concetti dinamici.
Raramente sentiamo dire:
"Quell'uomo si affatica in pace", "lotta in pace", "strappa la vita coi denti in pace"...
Più consuete, nel nostro linguaggio, sono invece le espressioni:
"Sta seduto in pace", "sta leggendo in pace", "medita in pace" e, ovviamente, "riposa in pace".
La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia da camera che lo zaino del viandante.
Più il comfort del salotto che i pericoli della strada.
Più il caminetto che l'officina brulicante di problemi.
Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli.
Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato.
Più il mistero della notte che i rumori del meriggio.
Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non è un dato, ma una conquista.
Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno.
Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo.
La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia.
Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio.
Rifiuta la tentazione del godimento.
Non tollera atteggiamenti sedentari.
Non annulla la conflittualità.
Non ha molto da spartire con la banale "vita pacifica".
Sì, la pace prima che traguardo, è cammino.
E, per giunta, cammino in salita.
Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi,
i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici,
i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste.
Se è così, occorrono attese pazienti.
E sarà beato, perché operatore di pace, non chi pretende di trovarsi all'arrivo senza essere mai partito, ma chi parte.
Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista, anche se mai - su questa terra s'intende - pienamente raggiunta.
(don Tonino Bello)




E cerchino di mettere pace e concordia dove si troveranno.
Angela Merici, Ricordi, Quinto ricordo
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