piccolo laboratorio di condivisione "mericiana" per persone che non hanno la presunzione di essere già arrivate...

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sabato 3 settembre 2011

L'olmo, le samare, il vento e ....

Una persona amica, commentando il blog e apprezzando il carisma di Sant'Angela e la Compagnia, mi ha scritto:
Questo strumento di comunicazione mi ricorda il ruolo del vento nella scena che si ripete ogni anno nel mio quartiere, quando le innumerevoli piante di olmo dei nostri vialetti lasciano cadere una quantità industriale di semi alloggiati in leggerissime samare di madreperla che si stratificano a terra. Il vento improvvisamente, se le porta dappertutto e dopo qualche anno, le robustissime piantine te le ritrovi crescere nei luoghi più impensati. Ecco, mi piace pensare al tuo blog come una folata di vento e il suo contenuto come leggere samare di Olmo. 
Mi sembra un'immagine molto bella, mi auguro corrisponda alla realtà. Anzi interpreta bene lo spirito con cui si è iniziato il blog. Un commento più articolato lo rimando a domani.
Ma intanto: voi che ne dite?


"...non potranno fare se non buoni e salutiferi frutti"
 Angela Merici, Testamento, Legato Primo

giovedì 1 settembre 2011

Accogli il mio pianto

Oggi è il primo venerdì del mese. Le intenzioni di preghiera ci aiutano ad accogliere nella nostra vita, per presentarle a Gesù nell'Eucaristia, le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti coloro che soffrono.
Questa preghiera di don Primo Mazzolari ben esprime il travaglio della sofferenza interiore.

Accogli il mio pianto
Qualche cosa manca alla mia felicità,
qualche cosa di essenziale,
di indispensabile.
E' troppo il vuoto che sento 
in questo cuore: 
è troppa l'aspirazione
verso un irraggiungibile,
un inarrivabile.
Dio! Quante lacrime, quante sofferenze!
Tutto sarà vano!
Tu, o Dio, che ascolti ogni cosa
e non lasci inesaudito
il gemito del vento, 
e la preghiera delle acque,
perché non accogli il mio pianto,
perché permetti che lo spazio
disperda i miei sospiri
e nessuna eco pietosa risponda?
Amore! sì, ho bisogno di un cuore
puro come l'azzurro del mare
che sappia amarmi e comprendermi:
che aiuti i miei ideali,
che accolga i miei sospiri,
che intensifichi le mie energie,
che mi sostenga,
che mi faccia vivere.
PRIMO MAZZOLARI





"Ogni nostro dolore e tristezza si volgeranno in gaudio e allegrezza" 
Angela Merici, Regola, Prologo

Prendi il largo

Brevi commenti al Vangelo del giorno  tratti da  GESU' CRISTO SALVATORE E MAESTRO MEDITAZIONI con riflessioni introduttive di Paolo VI a cura di Mario Trebeschi, 1998.


Lc 5, 1.11
Gesù cambia la professione di Pietro e da semplice pescatore lo fa pescatore di uomini, di anime;apre cioè un orizzonte alla vita futura i colui che sarà il suo primo Vicario in terra. 
Intorno a Simone, trasformato in Pietro, il Signore intesse il suo messaggio, e le virtù nuove, per cui l'opera divina non è ristretta soltanto al povero Pietro, il quale alla pesca miracolosa rimane spaventato e si prostra in atto di profonda umiltà, ma si propaga al mondo intero.
Paolo VI, Ins III, 1240,  4 luglio 1965


O beati pescatori, dice s. Giovanni Crisostomo, a cio il Signore comandò di gettar le reti in nome suo! Egli non diede il nobile ufficio della divina predicazione né ai ricchi, né ai potenti, né ai saggi del mondo; ma ai poveri pescatori di Bestaida, poiché è costume ordinario di Dio di scegliere i mezzi più deboli alle opere più grandi; acciò in essi risplenda la sua gloria, e nessuna creatura possa attribuirsene il merito.
Gli Apostoli erano chiamati all'eccelsa missione di convertire il mondo; e dovevano esser tali, che nessuno potesse mai sospettare nulla di umano in quello che essi avrebbero operato in nome del Signore. 
Elisabetta Girelli, VdGC


Anch'io devo gettare le reti.... e tirare le anime a Dio. O Gesù, la mia rete sia il vostro Cuore. Vorrei quivi radunare tutte le anime che mi avete chiamate intorno in questo mare del mondo, e consegnarle tutte a Voi!. Fate che io non ricusi la fatica, che lavori di giorno; e di notte, nello stato di luce, e di tenebre, coll'opera e con la preghiera; preparate Voi a me il ristoro delle mie fatiche e fatevi conoscere alla povera anima mia.
Maddalena Girelli, Mem V, 3 aprile 1891




"Se è Lui che vi governerà e vi insegnerà, sarete istruite" 
Angela Merici, Ricordo Settimo
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